Quando uno è creativo vede bellezza ovunque. Solleticatevi occhi e cervello con il “mondo alternativo” di Javier Perez, in cui si respira con chicchi di mandarino, si ascolta musica da un fiore, si fa una maschera con la peccetta di una lattina.
Silvia incontra i suoi compagni delle elementari sopo quarant’anni, arriva in pizzeria “e sono tutti seduti e lo sguardo batte dove il cuore vuole”. Cosa vi devo dire? io amo come scrive questa donna, mogliedaunavita.
Due cose:
a) finalmente svelato il mistero della prolificità dei Robinson.
b) “tempo dieci anni e se vinciamo noi nonmidevirompereilcazzo sarà scritto bordato oro sul palazzo di vetro dell’onu”.
Il male assoluto dei nostri giorni, Il demone della reperibilità (genio puro, questo Zerocalcare)
Ripassiamo le basi, che ce n’è gran bisogno: “La fonte è una prova di ciò che stiamo affermando, e quindi citarla non è soltanto deontologia professionale ma è parte del processo di argomentazione/persuasione. È un argomento di autorità, ovvero “si attribuisce valore probante all’opinione di un esperto, di un maestro (“ipse dixit”) di un personaggio illustre” (cito dal Manuale di retorica di Bice Mortara Garavelli).” In questo post si parla del dovere/piacere (lo è!) di citare le fonti quando si scrive.
Un post gastronimico: un ode ai passatelli, cibo degli dei (e della memoria).
Un racconto delicato, quel che ci pare la nota stonata qualche volta può essere ciò che invece ci rimette in armonia, come ci insegna (suo malgrado), Nonno Pippo.
La foto di apertura viene dalla pagina facebook Se i quadri potessero parlare, fonte quotidiana di sano sollazzo.
B) Non ci importa del criterio di freschezza. A me piacciono anche post stagionati.

Perfetta! In questa giornata di m***a , mi porterò questo post nel cellu, così nei primi minuti di pausa (esiste?) mi vado a tirare su il morale…ora vado… allavorà!!
ps: troppo diretta? ok, scusaaaa, ma è proprio così. U_U
Nuooo. Ma lavori anche di domenica? Spero di averti portato un po’ di distrazione allora…
Sì, anche domeniche, anche sabati…ma ti confesso che questa domenica qui il lavoro mi ha salvata dalla disperazione: la distrazione a volte fa miracoli!
La mia pausa non l’ho avuta, per cui mi rifaccio adesso ^_^ !
Ecco, accendo un cero di devozione al genio del demone della reperibilità. Che se si tratta di amici-conoscenti-familiari-…, già qualcosa non funziona. Se è così anche per lavoro (e lo è, lo è…) è da uscire pazzi. Il resto è fantastìc, anche io voglio immergermi con la batteria ^_^ !
Mi eri mancata un sacco: tu, la tua intelligente scrittura e questi rimandi geniali nelle case degli altri. Qui ho apprezzato i passatelli, che io faccio regolarmente ma usando pessimo pan grattato, e, ovvio, la schiavitù profonda della raggiungibilità 24 h ed il suo geniale autore, di cui ora conosco l’esistenza.
ps allora come mai i robinsons avevano tutti quei figli?
ma io ero sempre qui, sei tu che eri sparita!
Per i Robinson lo dice lui a un certo punto. 😀
E’ vero, è che ero proprio lontana dal mondoblog e anche un po’ dal pc. Vado a preparare del triste triste pollo e ti mando un abbraccio