Interno, ore 8.40 di un giorno festivo, dopo una notte insonne.
Lei si sta mettendo le scarpe, lui cerca invano di domare una rissa tra due scimmie urlatrici.
Lei: vado in ufficio.
Lui: ma anche oggi?
Lei: sì. Hai presente la storia che quando sono a casa vorrei essere in ufficio e quando sono in ufficio vorrei essere a casa?
Lui: ah beh sì. La questione dei sensi di colpa.
Lei: no, la questione del rompimento di palle.
Il giorno festivo è la soluzione ideale. Bimbe a casa, mamma in ufficio. Da sola, nessun telefono che squilla, nessuna urgenza da risolvere per l’altroieri.
Silenzio. Mi sono anche chiusa dentro.
Anche lui ha capito. Ha smesso di lottare con i nonni e le ha lasciate con loro al parco. Torna a casa a fare il pane.
La mamma in ufficio e il babbo a casa in congedo di paternità, a fare il pane. Il mio amico Daniele ha commentato questa foto così “da vendere a Barilla subito, nuda e cruda. Ne hanno tanto bisogno.”
Buone feste allora, io mi metto al lavoro.
P.s. la foto è di qualche giorno fa. Le gioie del liberoprofessionismo: in ufficio quando non c’è nessuno, a casa quando l’ufficio è pieno di gente. A guardare queste belle mani che fanno il pane coi semini come piace a me.

Buon lavoro amore mio!
Che sorpresa! grazie, a dopo 😀
Beh anche io oggi ti leggo dall’ufficio. E capisco, come capisco!! Ps: La foto, che avevo già visto su IM, è bellissima, potresti davvero provare a venderla!
Mi sa che ci capiamo bene.
Oh che bello!!! :-))))
Il marito che fa il pane o la fuga in ufficio? 😀
ma non è che quei mariti lì li vendono da qualche parte? ^_^
Non saprei, il mio è un usato di seconda mano 😉
Invidia… per mio marito il massimo della collaborazione in cucina è mettere sul fuoco la pentola dell’acqua per la pasta…
Io l’ho trovato già così. Addirittura stirava, quando l’ho conosciuto! Io non ho fatto altro che cercare di mantenerlo così e di assecondare le sue spinte verso la cucina casalinga, ad esempio.
Il maritopapà casalingo non ha prezzo, il mio fa la pizza e la pasta fatta in casa, peccato non abitare vicine altrimenti avremmo potuto unire le cucine! 🙂
Soprattutto avremmo potuto unire le cantine. LOL
Il mio non-marito si trasforma in angelo del focolare ogni volta che è necessario, come in queste settimane per esempio che non riesco minimamente ad occuparmi della cucina di casa.
Ma forse quello che mi ha colpito di più del tuo post è il titolo dedicato ai sensi di colpa… Lavorare nel weekend fa nascere sensi di colpa o rompimenti di palle?
ok, mi hai convinto, rompimenti di palle 😉
E.
Il punto è un altro: quando sei a casa vorresti andare a lavorare perché i figli ti rompono le palle, quando sei al lavoro vorresti tornare a casa perché ti rompono le palle e ti chiedi chi te lo fa fare a sottrarre tempo ai figli per lavorare per du’ lire e farti rompere le palle. Poi torni a casa e il ciclo ricomincia 😀