Ho imparato che il metodo Estivill è crudele, che quello Tracy Hogg funziona, ma che è così bello fare addormentare i bambini in braccio. E se dopo un po’ non senti più il braccio, o preferisci vivere, il metodo Tracy Hogg funziona.
Che qualsiasi vizio il bambino abbia, puoi toglierlelo in 3 giorni. Per cui posso viziarlo quanto mi pare, tanto smetto quando voglio (in tre giorni).
Che devi amarli senza se e senza ma. Ma che un bel vaffanculo qualche volta non glielo leva nessuno.
Che quando il bambino sta male e ruota la testa di 360 gradi vomitando a geyser (sia cremoso che a tocchettini) e pensi che peggio di così non potrebbe andare, arrivano sempre i nonnuoceri* a smentirti.
Che la matematica è relativa con il conteggio dei figli: un figlio è troppissimo, 2 figli a tratti sono meno di 1, a tratti valgono come 4. E 2 figli a volte sembrano pochi e ne vorresti 3.
Che i figli cambiano la vita. Ma anche la coscia. Nel mio caso entrambe, di parecchi centimetri.
Che se stai a lavorare tutto il giorno e lasci i tuoi figli a qualcuno, la sera ti senti in colpa.
Che se stai con loro tutto il giorno, a sera non li sopporti. E ti senti in colpa.
Che se un giorno prendi mezza giornata di ferie e li vai a prendere prima all’asilo, per tacitare o almeno mettere lo snooze ai sensi di colpa, loro piangono perché vogliono stare all’asilo. Quindi capisci che la vera gioia della maternità è lasciarli tutto il giorno all’asilo, senza sensi di colpa. O almeno con lo snooze.
Che impari cos’è l’amore assoluto, ma anche cos’è la rabbia più nera, quella di non sentirti più padrona di te stessa.
Che quando ho avuto la prima figlia sapevo già tutto, avevo studiato. Ma è solo quando me lo sono dimenticato che ho cominciato a imparare.
Che la mia manualità zero non è un problema per le mie figlie. Non so cucire, non so disegnare, non so nemmeno usare la colla senza incollare irrimediabilmente il tavolo. Ma so fare il solletico, ed è la capacità manuale più importante che ho. E loro apprezzano.
* esseri mitologici metà nonni e metà suoceri.

bella che sei amica <3
Intendi inside vero? Grazie, cara, anche tu non sei male. 😉
Sei fortissima: tutto supervero (nonnuocera compresa!); dopo aver ripulito il divano da una vomitatina serale del piccolo, mi sento dentro tutte le emozioni ribollire…e nessun senso di colpa, alla faccia dello snooze…
Pensavo che scrivessi “dopo aver pulito il divano da una vomitatina… han suonato il campanello ed era la nonnuocera” 😀
noooo, i nonni (senza suoceri) erano già quiiii!
“Che qualsiasi vizio il bambino abbia, puoi toglierlelo in 3 giorni. Per cui posso viziarlo quanto mi pare, tanto smetto quando voglio (in tre giorni).”
Ho segnato. Così lo potrò dire a mia cognata quando avrò esagerato a fare la zia troppo permissiva col nipotino. mhuahuahua!!!
Vah che scusa che ti ho regalato!
posto stampare la foto e farne un poster?
Ti piace? Potremmo pensare a una sorta di gadget per Natale? Eh?
sì è stupenda! Soprattutto il rosso Tiziano del trono, che è un tocco di classe 😉
Il famoso divano della grotta, no? con la copertina di pile.
Ma vogliamo spendere du’ parole sulla luce che si trasfonde su di me?
E il gesto plastico della mano pietosa?
Grazie Stefania, mi sento finalmente compresa.
Che bello questo post, che bella e sana risata che mi hai strappato!
Faccio tesoro di tutto, mi sarà utile! (un pò di cose le ho già sperimentate, eh!)
e.
Tu non sai quanto mi rende felice sapere che ti ho strappato una “bella e sana risata”. Grazie.
Di cosa vuoi fare tesoro? Io non ho niente da insegnare a nessuno. 😀
C’è ancora bisogna che io ti commenti? 😀
Certo. C’è sempre bisogno che tu mi commenti! C’è bisogno che te lo dica?
Potrebbe sembrare che mi paghi per fare complimenti a te e la tua famiglia o che sia tu stessa con un altro nome….
Che bella Sivia! Hai un viso femminile molto fiero.
Io col sonno sono stata Estevill oriented (anche se mi sentivo molto più in linea con le tenerezze ed il buon senso della Hogg) ma per il resto le pupe le vizio, in una cornice di regole condivise, ma le viziooooooooo.E mi piace! Veronica che sta per tornare
Questa foto è di dicembre 2010. Io mi vedo così cambiata ora! Sia fuori che dentro. Dentro mi trovo migliorata. Fuori… cambiata, rimasta sul livello cesso del 2010 ma diversa :-D.
Dai torna che mi manchi! Già trovarti nei commenti è una bella sorpresa, ma io ho bisogno di leggere te.
Ciao Silvia, sono una nuova follower, anch’io piccola nuova blogger, devo dire che le cose che hai scritto le condivido appieno anch’io, e posso dirti che con la prima figlia ero molto ligia alle regole, gli orientamenti delle scuole di educazione non li conosco, ma ero abbastanza severa, poi con il secondo ho ritrovato una approccio molto più naturale, molto più a sentimento e via tutto e altro che vizi 😀 ma già con la prima mi stavo un po’ avvicinando alla cosa , speriamo bene 😀
Ciao Erica, benvenuta. Una volta ho letto una cosa che suonava più o meno così: al primo figlio cade il ciuccio e lo disinfetti nell’autoclave. Al secondo figlio cade il ciuccio, lo sciacquetti alla meno peggio e glielo dai. Al terzo figlio lo fai lappare dal primo cane che passa. 😀
Rende l’idea. (credo fosse baricco, comunque).
Bellissimo post, parole sacrosante! Sottoscrivo tutto (anche se io con opportuni adattamenti il metodo Estivill l’ho usato…)
Lo snooze al senso di colpa è fantastico, ma come ti vengono certe espressioni fulminanti?
P.S. La foto è davvero bella!